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Il presente volantino non costituisce testata giornalistica, non ha, comunque, carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilita' dei materiali ivi contenuti. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001
Comunicati
Nonostante tutto e tutti, NO ALLA MONNEZZA NAPOLETANA!
E così, alla fine, ce l’hanno fatta. Riusciranno ad inviare qualche tonnellata di “monnezza” nella nostra Lombardia. La situazione per la nostra Terra, come avevamo già preannunciato, è sempre più tragica ogni giorno che passa, nonostante questo governo sia stato dipinto coi colori “del Nord Italia”. Oltre al danno la beffa, quindi. In neanche due mesi le nostre tasche sono state svuotate di 500 milioni di Euro per pagare la festa estiva romana, più altri 300 milioni per mantenere quel cadavere ambulante di Alitalia. Quasi un miliardo di Euro che ci è stato rapinato. Ora che abbiamo le tasche vuote, il Governo e la Regione Lombardia hanno pensato bene di riempircele, cominciando con 6000 tonnellate di “monnezza” napoletana. Per mascherare questo ennesimo schiaffo al Popolo Lombardo, spergiurano che sarà un “prestito temporaneo”, del tutto eccezionale. Peccato per loro che NOI ABBIAMO LA MEMORIA LUNGA: Formigoni stesso affermò che la Regione Umbria sta ancora aspettando il pagamento del debito che la Regione Campania ha nei propri confronti, per l’aiuto dato nella pseudo-emergenza di quattro anni fa. Sempre peccato per loro che NOI I CONTI LI SAPPIAMO FARE: Napoli produce 7500 tonnellate di spazzatura al giorno, che si aggiungono alle 20mila tonnellate che ancora risiedono per strada. È quindi logico pensare che, come sempre succede con il Sud Italia in perenne “emergenza”, datogli questo dito, si prenderanno tutto il braccio, riempiendo le nostre discariche(alle quali, sarebbe comunque bene dare una controllata) giorno per giorno, con ben più dei 250 camion ricolmi di “monnezza” che sono in programma per le prossime due settimane, i quali li dovremo sicuramente considerare come una specie di “acconto”. La misura è colma, non siamo più disponibili a farci prendere per il naso ulteriormente. Il Fronte Lombardia indice quindi una serie di mobilitazioni popolari nei luoghi nevralgici di questo scempio:le discariche Lombarde che si apprestano a ricevere “l’oro di Napoli” e la sede della Regione Lombardia, colpevole di aver votato a favore l’invasione di “monnezza”.
Lombardia Libera.
Rassegna Stampa: da “La Provincia di Varese” del 26/06/2008
Secessione, indipendenza? Chiamatela come volete, la sostanza non cambia. E se dire addio allo Stato italiano non è possibile, cresce la voglia di una Lombardia più autonoma e indipendente sulla gestione del fisco e delle risorse regionali. A battere i piedi su questo punto è il Fronte Indipendentista Lombardia dell'ex leghista Max Ferrari, che chiede formalmente di far diventare la Lombardia una regione a statuto speciale.
Da oggi, infatti, verrà presentata formalmente nelle istituzioni locali dove il partito di Ferrari (che ha recentemente cambiato nome, diventando Fronte Lombardia Autonoma) siede con i propri consiglieri, la mozione per l'ingresso della Lombardia nelle regioni autonome. «Tutti i consiglieri, indipendentemente dal colore politico, sono invitati ad abbracciare e fare propria la nostra mozione -spiega Max Ferrari - e in particolare i "cugini" della Lega Nord che, se volessero, avrebbero la forza necessaria per portare avanti questa nostra sacrosanta battaglia».Gli uomini del Fronte porteranno il documento nei consigli comunali di Caronno Varesino e Cunardo, per quanto riguarda il Varesotto, nei consigli provinciali di Sondrio e Brescia, e infine nei comuni di Soncino, Casatenovo (Lecco), San Fermo della Battaglia (Como), dove sarà presentata niente meno che dal vicesindaco Giorgio Bianchi. Ma, dove gli eletti del partito di Ferrari non sono arrivati, si chiederà aiuto agli eterni "amici-nemici" della Lega. A partire dalla culla del Carroccio, Varese, dove il leader del Fronte chiederà ai lumbard di Palazzo Estense e di Villa Recalcati di fare propria la sua mozione. «Andrò dal capogruppo in consiglio comunale, Sergio Ghiringhelli, e dal presidente della Provincia, Dario Galli, e proporrò di accettare questa mozione portarla avanti nei propri enti - sottolinea Max Ferrari - spero che il documento venga accettato. Anche se, al momento, non ho trovato molta condivisione». La proposta è anche provocatoria: Ferrari vuole punzecchiare, in un momento delicato per la Lega al governo, gli adepti del suo ex partito. «Siamo curiosi di sapere se sono contrari allo statuto speciale per la Lombardia - afferma Ferrari - E non ci vengano a raccontare che il cosiddetto nuovo statuto regionale è un traguardo, perché la "riformina" realizzata da Formigoni è una minestrina riscaldata che nulla ha a che fare con la vera autonomia finanziari di regioni come il Trentino e la Valle D'Aosta», tuona Ferrari, che boccia anche il progetto di federalismo fiscale di Bossi. «Sul federalismo fiscale, nel frattempo diventato solidale, è meglio stendere un velo pietoso, visto che gli unici provvedimenti del Governo sono stati i 300 milioni ad Alitalia, i
Marco Tavazzi
PRESENTATA LA MOZIONE PER L'AUTONOMIA DELLA LOMBARDIA.
In tutti i Comuni ove il Fronte è presente, e in tutte le Amministrazioni Provinciali, abbiamo presentato la richiesta per far finalmente diventare la Lombardia una Regione a Statuto Speciale. Vediamo come vedrà votata dalle altre forze.
Oggetto: Mozione a favore dell’Autonomia della Lombardia.
Il Consiglio Provinciale Preso atto Del fatto che il Consiglio regionale del Veneto,in data 18/10/2006, ha già votato a favore di un progetto di legge che prevede la riforma dell’art.116 della Costituzione e ha richiesto che il Veneto divenga Regione a Statuto Speciale
Considerato che Le ragioni che spingono il Veneto alla richiesta di una vera autonomia gestionale e fiscale sono ancor più valide e sentite in Lombardia, regione in cui un gran numero di province confinano e si confrontano con la Svizzera e altre confinano o sono prossime alla regione Trentino Alto Adige-Sudtirol
Tenuto conto che Il federalismo fiscale rischia di trasformarsi in qualcosa di incerto chiamato “solidale”, potrebbe avere un iter di approvazione lunghissimo e incompleto e rischia di non trovare poi completa e vera applicazione
Tenuto conto che La stragrande maggioranza dei cittadini lombardi è favorevole all’autonomia della Lombardia sul modello del Trentino- Alto Adige (regione autonoma composta da province autonome)
ESPRIME
Il proprio favore ad una proposta di modifica dell’art.116 della Costituzione e ritiene opportuno che nel primo comma dell’articolo suddetto, dopo le parole “la Valle d’Aosta/Valléè d’Aoste” si debbano aggiungere le parole “e la Lombardia”.
Cristina Culanti
Fronte Avanti!
Analisi del voto.
Non è andata male. Alle provinciali di Varese, vero banco di prova, il Fronte è stato l’unico movimento di piccole dimensioni a non scomparire e, nel deserto creato dalla polarizzazione tra PDL e PD è riuscito addirittura ad avanzare percentualmente e a raddoppiare i suoi voti radicandosi in tutti i comuni della Provincia. Un piccolo successo, riconosciutoci da tutti. Diverso il discorso della lista al Senato, presentata per il gusto della sfida impossibile, ma poi assolutamente non supportata in campagna elettorale per mancanza di mezzi. Ricordiamo infatti che a fronte degli altri partiti che hanno speso milioni di euro nella sola Lombardia, il Fronte si è dovuto accontentare di stampare 5500 manifesti e 150.000 volantini per una spesa complessiva di 6000 euro. Zero passaggi in TV (i 3 su RAI3 erano mirati alla Provincia di Varese) zero passaggi radio, una cinquina di articoletti sui giornali praticamente nessuno sapeva della nostra esistenza, però abbiamo racimolato oltre 5000 voti validi per l’elezione al Senato. Significa che in ogni provincia della Lombardia c’è un bacino di indipendentisti o autonomisti che al solo vedere il nostro simbolo ha creduto di avere un’alternativa al nulla che c’è in circolazione. Una base da cui partire. E adesso veniamo al pezzo forte: la vittoria della Lega. Nessuno se l’aspettava così larga, e bisogna riconoscere che la campagna fatta di slogan semplici e di promesse mirabolanti che a noi sembrava assolutamente NON CREDIBILE, ha pagato. Il popolazzo pecora ha creduto che il federalismo sarà realizzato in 100 giorni, che i clandestini spariranno come neve al sole, che da domani non si pagherà né l’ICI, né il bollo, né il canone RAI, che la Lega salverà senza indebitarci Alitalia e Malpensa, che la benzina costerà meno che in Svizzera e via con le promesse irrealizzabili. Naturalmente noi che abbiamo una cultura media al dì sopra della quinta elementare, sappiamo bene che nulla di tutto ciò sarà realizzato perché la Lega fa parte di un’alleanza che trae voti e consenso al sud e che, anche volendo, non può permettere ad un socio di minoranza di rompere gli equilibri.
Silvio si vedrà tirare la giacchetta da Bossi e da Lombardo e dovrà scegliere sapendo bene che l’uno al limite si incazza, mentre l’altro gli fa rivoltare contro le 2 Sicilie. Non a caso le priorità annunciate sono il Ponte di Messina, la Cassa del Mezzogiorno, il rifinanziamento della missione in Libano, un Federalismo che da fiscale si è trasformato in solidale, e Alitalia (non Malpensa) che avremmo già potuto levarci dalle palle cedendola ai francesi, ma che ci ritroveremo sul groppone da qui alla svendita ai soliti amici degli amici che poi ce la rimetteranno a carico. E allora cosa farà la Lega? Da vecchio credente e da suddito tartassato, al di là della poca considerazione per taluna classe dirigente, spero possano combinare qualcosa in tema di autonomia, ma li vedo poco interessati e molto più propensi a rincorrere la più pagante questione dell’ordine pubblico. Credo quindi che assisteremo al solito “non ce lo fanno fare” sul federalismo, ad un rialzo delle tasse per tenere a galla il sud, e alle solite urla calderoliane contro gli immigrati condite da una serie di decreti legge sulla carta durissimi, ma nella realtà del tutto inapplicati e inapplicabili visto che l’EXPO, Malpensa etc vedono impegnata una quantità di extracomunitari da paura (non a caso il ministro designato ha già detto che l’Europa lega le mani all’Italia sull’immigrazione). Per noi lombardi onesti dunque, come ha preannunciato il Berlusconi, saranno cazzi amari: saremo gli unici che il Governo legoromano avrà il coraggio di tartassare sapendo bene che dal fronte meridionale e da quello immigrati non solo non caveranno un ragno dal buco, ma rischiano di prendere calci nel culo.
La Lega dunque rischia di trasformarsi da partito dei liberatori in partito degli oppressori del Nord. Speriamo di sbagliarci,ma non è un’esagerazione: Roma oggi, al nord, è rappresentata dalla Lega. Il governo romano si materializza sul territorio non più attraverso Craxi,D’Alema o Prodi ma attraverso i ministri leghisti che non potranno più nascondersi dietro lo scudo facile di qualche impresentabile personaggio romano. Oggi gestiscono tutto loro,un gruppo ristrettissimo, in prima persona. Se diventeremo ricchi lo dovremo a loro. Se diventeremo poveri lo dovremo a loro. Se gli ospedali funzioneranno sarà merito loro, se funzioneranno male sarà colpa loro. Se il traffico diventerà scorrevole sarà merito loro, se peggiorerà o resterà uguale sarà colpa loro. Se ci sarà nuovo lavoro come hanno promesso, avranno grandi meriti, se invece rimarremo a casa disoccupati sapremo chi sono i responsabili. Sono lì, li conosciamo bene. Gestiscono tutto loro con una buona dose di egoismo e superficialità (come affronteranno la piazza inferocita e affamata a settembre?). Noi autonomisti per il momento siamo fuori da tutto, esclusi da tutto, spesso perseguitati (ma la roda la gira, regordevas) e non possiamo che prendere nota di tutto quel che fanno e che ci fanno. Nel bene e nel male. Nel frattempo sarà bene rafforzare il gruppo, sostenere le cose apprezzabili che eventualmente la Lega cercherà di fare in tema di federalismo e ostacolarne eventuali follie antilombarde, ma soprattutto continuare a lavorare all’unico vero progetto di salvezza Nazionale (lombarda) che si chiama Lombardia a Statuto speciale. Forza e Coraggio. Max Ferrari.
Venerdì 29 Febbraio
Cristina Culanti, nuovo consigliere provinciale del Fronte a Sondrio
Dopo anni in cui la Lega Nord ha avuto valanghe di voti in Valtellina, cos'ha fatto concretamente per il territorio? I proclami inerenti il federalismo non hanno dato alcun esito, anzi, ci troviamo ora con il Presidente della Provincia di Sondrio, della stessa Lega Nord, che chiede al territorio di sostenere in parte la spesa necessaria per la realizzazione delle tangenziali... Non è federalismo al contrario? La stessa tesi è stata sostenuta nell'incontro che si è tenuto in Provincia recentemente, che ha visto al tavolo dei relatori anche il Ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Cosa ne è scaturito? Che Di Pietro ha sostenuto che nessun Governo, né di destra né di sinistra potrà far fronte alla spesa. Ma questo non è uno schiaffo ai valtellinesi? Alzare la testa e chiedere a gran voce ciò che ci spetta lo trovo possibile aderendo al nuovo progetto politico
Fronte Lombardia Indipendentista
che vede al suo interno chi da sempre, con coerenza, lotta per una Lombardia autonoma, senza raccontare favole e senza svendersi o accettare compromessi fini a se stessi, o quasi. Da quando ricopro il ruolo di Consigliere provinciale del gruppo Lega Nord ho voluto aspettare, cercando di capire se davvero questa Lega Nord potesse portare a qualcosa. A breve si aprirà il capitolo riguardante il rinnovo delle concessioni delle grandi derivazioni, che vedono protagonisti soggetti economici che sul nostro territorio la fanno da padroni... Non se ne parla. Sempre per quanto concerne il capitolo acque c'è in ballo la moratoria che ha come fine quello di salvaguardare i piccoli corsi d'acqua montani... Ma questa importante misura cadrà nel nulla se entro fine anno non sarà approvato il Piano territoriale di coordinamento provinciale!!! Queste alcune delle motivazioni che mi hanno spinto a presentare quanto si deve per fare Gruppo misto in Provincia di Sondrio.
PER LA LOMBARDIA AUTONOMA VOGLIAMO:
PROVINCE AUTONOME
Cristina Culanti I., Consigliere della Provincia di Sondrio
Sabato 23 Febbraio
ATTENZIONE AI CEMENTIFICATORI!
Il 19 Febbraio è stato ripresentato l’emendamento alla legge urbanistica che permette ai comuni di pianificare le espansioni edilizie anche all’interno dei parchi. In caso di parere contrario dei parchi deciderà la Regione se dare l’ok o meno ai progetti dei comuni.
L’emendamento azzererebbe le funzioni pianificatorie dei parchi e aprirebbe le porte allo sfascio del sistema delle aree protette lombarde, a cominciare dal Parco Sud di Milano, su cui sono da tempo puntati gli appetiti dei costruttori, senza dimenticare l'Arco di Montevecchia, la Valle del Curone,la Valle del Lambro e il parco Groane e Adda Nord, tanto per dirne alcuni!!!
CEMENTO? NO GRAZIE!

Domenica 17 Febbraio
VALTELLINA: ARRIVA IL FRONTE!
Apertura della sezione di Tirano (SO)
In un tempo di bipolarismo falso e bugiardo, nemico degli interessi del popolo lombardo, in cui si inscenano grande battaglie politiche elettorali che nascondono però il consociativismo degli interessi, il Fronte Indipendentista Lombardia vuole rappresentare una reale alternativa localista ai vari blocchi, figli del potere centrale. Qual è il progetto del Fronte, nato nella primavera del 2006? Una Lombardia autonoma e indipendente, plurima nelle sue molteplici realtà locali e libera dai condizionamenti di un potere centrale, lontano, fiscalmente esoso e rinchiuso nella sua torre d’avorio. In una Valtellina, terra di frontiera e di libertà, gelosa custode dell’identità valligiana, il Fronte Indipendentista Lombardia, liberate le macerie umane e politiche lasciate dalla Lega Nord, intende fare politiche al servizio dei cittadini e delle piccole e grandi collettività locali, ascoltando innanzitutto le voci, le domande, le esigenze dei valtellinesi. Con questa settimana inizia la sua attività la sezione del Fronte Indipendentista Lombardia di Tirano (SO). Il segretario e referente è Giuseppe Bombardieri (cell 3290621325).
A tutti gli interessati non resta che prendere contatto coi nostri referenti in Valle, ai nuovi militanti l’augurio di intraprendere con rinnovato entusiasmo il cammino di ricostruzione politica che li attende.
I Nuovi referenti provinciali sono
Forcari Marco 329 0621325 Capelli Italo 347 5909997
Fronte Avanti!
Mercoledì 6 Febbraio
APRE LA SEDE NAZIONALE DEL FRONTE!
Aprirà la sede Nazionale del Fronte Indipendentista Lombardia! A Lainate, in Via delle Rimembranze, i Lombardi avranno un nuovo punto fisso per conoscere le iniziative Frontiste, e partecipare a varie attività, tra le quali la raccolta firme per richiedere lo Statuto Speciale per la Lombardia.
Un sentito grazie a tutti coloro che impiegano i propri mezzi per questo grande traguardo: il Presidente Galli, la sezione di Lainate e tutti i simpatizzanti che non hanno mai fatto mancare il sostegno morale ed economico.
L'inaugurazione verrà comunicata nei prossimi giorni, ovviamente ogni Lombardo è invitato!
Martedì 5 Febbraio
SI TORNA A VOTARE.
E dunque si torna a votare. Esercizio dispendioso e inutile ai cittadini, ma in qualche modo educativo.
Tra due anni, di fronte all’aggravarsi del disastro economico e alla paralisi del paese Italia, si capirà che non ci sono soluzioni di destra o di sinistra, ma che il problema è lo Stato Italiano e che la soluzione è lo sganciamento, la secessione, o perlomeno la fortissima autonomia delle regioni del Nord a cominciare dalla Lombardia. Per noi Indipendentisti Lombardi sarà anche un periodo ambivalente: da una parte duro, durissimo, perché la Lega romanizzata e terrorizzata dal nostro progetto vincente ci farà la guerra e ci confinerà ai margini della vita pubblica, dall’altro sarà uno splendido isolamento che ci permetterà di far risaltare finalmente in maniera chiara chi ha le mani in pasta e chi le ha pulite. Finora infatti la Lega e la CdL lombarda hanno furbescamente scaricato la responsabilità di ogni loro disastro sulle spalle del ridicolo Governo Prodi, ma tra poco il centrodestra governerà con percentuali bulgare a Roma come a Milano e, quando sarà ora, la piazza ululante e inferocita non avrà dubbi nell’indicare i colpevoli dello sfascio. Allora, dopo il buio e la persecuzione, verrà il momento in cui potremo presentare e far accettare senza problemi il nostro progetto:la Lombardia Autonoma (come minimo). Certo, noi avremmo preferito attrezzarci con calma al nostro vero traguardo che sono le elezioni "regionali" del 2010, ma visto che il centrodestra lombardo non è mai sazio e che molti forzisti e leghisti appena eletti in Province e Comuni vogliono seguire Formigoni a Roma, ci troveremo più o meno sommersi dall’ingorgo elettorale che vedrà, nel giro di un anno, le elezioni politiche, quelle regionali lombarde e quelle di parecchie province e comuni. Che fare? Lo spirito frontista è per affrontare l’ostacolo, fronteggiare il nemico: l’onanismo e l’astensione passiva e impotente non ci si addicono. Agli amici che in spregio alla Lega non hanno votato alle recenti provinciali di Varese e Como, ricordo che proprio grazie alla loro assenza la Lega ha gonfiato le proprie percentuali e grazie alla loro dabbenaggine né noi né altre forze antagoniste minori hanno avuto la possibilità di entrare in consiglio. Sarebbe cambiato qualcosa? Avremmo fatto chissà quale rivoluzione? Certo che no, perché saremmo stati confinati all’opposizione, ma sicuramente avremmo potuto fare i cani da guardia, minacciare lo sputtanamento, la denuncia pubblica di alcune cose luridissime e saremmo stati un ottimo strumento non per fare, ma almeno per ostacolare le ingiustizie più grosse. Siamo un movimento politico, non un’associazione culturale: le elezioni per noi non sono un optional, ma un passaggio fondamentale. Lo stesso vale per le elezioni parlamentari che, a maggior ragione, sarebbero una grande vetrina per farci conoscere e dimostrare che l’indipendentismo non è morto. A chi dice che gli indipendentisti non partecipano a elezioni dell’ente statuale che contestano rispondo che gente con un curriculum decennale di tutto rispetto come gli irlandesi del Sinn Fein, i fiamminghi del Vlaams Blok, gli scozzesi dello SNP, i quebecois e mille altri movimenti ben più tosti del nostro hanno partecipato e partecipano alle elezioni dello stato che contestano al solo scopo di divulgare il loro messaggio e avere eventualmente forza contrattuale. Nel nostro caso, chiaramente, non esiste neppure l’illusione di poter andare a Roma a far proposte e sappiamo bene, all’inverso, che è facile cadere nel mercatino romano che ingloba tutto e tutti. Il modello quindi è quello del Sinn Fein irlandese: si partecipa alle elezioni e in caso di elezione non si giura fedeltà a nessuno se non a propri elettori e non si occupa lo scranno. Questo però non preclude l’esplorazione e il cercare una strada nel bosco e a questo fine il Consiglio Nazionale del Fronte Indipendentista Lombardia ha dato mandato esplorativo al Direttivo. Non mancano le mezze proposte, si sappia, ma è chiaro che con gente di sinistra e destra che non ha mai fatto discorsi simili ai nostri non si può fare alleanza. Rimane l’opzione della listona autonomista con altri movimenti regionali magari già rappresentati in parlamento in modo da evitare la gogna assurda della raccolta firme che noi abbiamo dimostrato di avere ma che ci impegnerebbe ancora in mesi di porta a porta. Staremo a vedere. Intanto saluto gli autonomisti valtellinesi che hanno deciso di continuare la loro antica battaglia di fede insieme al Fronte.
Lombardia Libera.
Max Ferrari.
Sabato 12 Gennaio
AVEVAMO RAGIONE NOI.
Oggi dal Pirellone arrivano voci di un accordo sottobanco tra Formigoni, AN e Lega per garantire l'arrivo della spazzatura napoletana in Lombardia, e siccome per far digerire questa schifezza alla gente bisognerà allestire la solita sceneggiata napoletana, le parti da assegnare agli attori sono state già state decise e sono le solite: AN chiede solidarietà nazionale in nome dell'unità etc, Formigoni e CL solidarizzano e le ridicole macchiette della Lega come al solito fanno la parte di quelli che assolutamente sono contrari, spediranno due pirla fuori da una discarica a prendersi una denuncia, ma poi in nome della solita promessa del federalismo, come sempre, faranno a tarallucci e vino. Tutto già visto, previsto e confermato. Ma quando abbiamo avanzato in nostri sospetti siamo stati accusati di essere dei visionari. Stesso discorso su Malpensa: da sempre diciamo che tra le due offerte quella francese è di gran lunga la più seria e la meno peggio, mentre la Lega terrorizza la gente parlando di Malpensa che chiude, disoccupati a valanga (ci sono già) e milioni persi (per loro). Oggi però il presidente della SEA (il leghista Bonomi) ammette che non è affatto vero che Malpensa chiuderà o sarà distrutta dall'arrivo di AirFrance e addirittura parla di un possibile rilancio dello scalo. Poi arriva a dire che le proposte di Maroni e Giorgetti sulla compagnia del Nord (Air Padania) sono utopie irrealizzabili nello sfascio attuale. Esattamente quello che avevamo detto noi, contro tutto e contro tutti, attaccati e derisi soprattutto da una manica di poco informati che si limitano a ripetere i facili slogan coniati, anzi conati, dalla premiata diga Lega Nord il cui intento, ormai è chiaro, non è salvaguardare il Nord, ma i propri affari alle spalle del Nord.
Venerdì 11 Gennaio
LE GRANDI TRAME: FIORANI, MALPENSA E LA "MONNEZZA".

Una volta l’interrogatorio dell’ex banchiere Fiorani a Varese sarebbe finito in prima pagina sui quotidiani nazionali, o almeno su quelli un pò pendenti a sinistra. Sì perché di cose curiose ce ne sono parecchie, a cominciare dalla “triangolazione” dei 50.000 euro portati in ufficio a Giorgetti (che non ha accettato, ma neppure denunciato la mazzetta e ha suggerito di girare il “regalo” a una società amica) per finire con la scoperta che Maroni, da Ministro del Lavoro, faceva pressioni su Fiorani per sponsorizzare una barca a vela che correva la lussuosa Coppa Louis Vuitton.Una barca, la +39, che di Padano non aveva nulla (a partire dal nome mutuato dall’italianissimo prefisso nazionale) e dall’altro sponsor , la Regione Sicilia del chiacchieratissimo Totò Cuffaro che vide poi la +39 diventare, a sua volta, lo sponsor del Palermo Calcio. Intrecci inimmaginabili che, a quanto pare, portarono a quella impresa sportiva qualcosa come 35 milioni di euro di finanziamenti che potevano servire di più per le infrastrutture del Nord, i poveri del Nord, o una qualsiasi di quelle tante emergenze del Nord di cui la Lega si riempie la bocca, predicando bene e razzolando molto meno bene. Sia come sia, il Procuratore capo di Varese dichiara oggi al Corriere che "Fiorani è lo snodo fondamentale tra le società di Sogliano indagato per riciclaggio e la Lega Nord" ma la notizia viene relegata alle pagine regionali del Corsera e non viene manco menzionata da Repubblica e altri, come per non irritare qualcuno nel momento meno opportuno. Non è che per caso sono vere le voci di chi, dopo l’incontro a Roma, parla di uno scambio di favori tra Bossi e Prodi che prevede un’apertura del governo alle pretese leghiste su Malpensa in cambio di una protesta solo di facciata quando arriverà un pò di pattume napoletano? L’improvvisa ricomparsa sulla scena di Toto e di AirOne allora non è forse casuale, ma se così fosse il rischio è doppio perché, se scappa Air France, oltre alla monezza avremmo anche il bidone.
P.S. E’ possibile ricordare che i Bossi, i Maroni, i Giorgetti, i Bonomi, erano quelli che sostenevano che Alitalia poteva essere comprata dalla compagnia “Volare” che secondo loro era il prototipo della solida compagnia del Nord? E’ possibile ricordare che Volare fallì miseramente, fu sostenuta con aiuti di Stato decisi da Maroni in deroga alla Legge Marzano e poi venduta a quella Alitalia che avrebbe dovuto comprare? E’ possibile rammentare che questi signori sono gli stessi che oggi sostengono senza esitazioni AirOne pur sapendo che tra un anno si rischia di chiudere veramente baracca e burattini?
Sabato 5 Gennaio
LA LEGGE MARONI E IL DISASTRO ITALIANO.

Sono sicuramente tante, concatenate e accumulatesi nel tempo le cause del disastro italiano, ma la sensazione di sfinimento e di sfiducia senza speranza di ripresa che oggi si respira è un fenomeno mortalmente nuovo e, a mio parere, ha una sola, grande causa: la legge Maroni (furbescamente associata al nome del Prof.Biagi) che, di fatto, ha reso precario e instabile anche quel poco di stabile e certo che era rimasto, ha proletarizzato i figli della borghesia e ha riportato a livello dei servi della gleba quelli che fino a ieri erano chiamati proletari. Un livellamento verso il basso con la creazione di una società di stampo terzomondiale costituita da una cupola di ricchissimi manovratori legati alla casta politica e da una massa di pezzenti. Da qui l’incertezza per il futuro, la paura-consapevolezza di non farcela, la contrazione dei consumi ma anche l’indebitamento della gente, uniti, e qui c’è un altro nodo cruciale, alla perdita di qualità del lavoro e del prodotto finale che poi incidono sul risultato del sistema paese. Di fronte alla propria dequalificazione e alla consapevolezza che domani forse non sarà più al suo posto, infatti, quanta passione e sacrificio metterà un lavoratore nella sua opera? Poca. Con i contratti capestro e la valigia sempre in mano quale grado di formazione potrà raggiungere e trasmettere? Molto basso. Si peregrina così da un posto all’altro facendo mille cose senza essere esperti in nessuna, facendo concorrenza sleale ai professionisti veri e improvvisandosi in ruoli e situazioni che non si dovrebbero improvvisare facendo così impennare anche gli incidenti sul lavoro.
Il risultato è un paese sfibrato, sfinito, che produce poco e male e ha servizi scadenti e il sorpasso spagnolo e il quasi sorpasso greco ne sono conseguenza naturale. Quel che però è ancor più tragico è che la sinistra, su questa legge iniqua, non ha inciso per nulla e il buon Maroni, non pago, si permette anche il lusso di salire in cattedra e prescrivere ricette sul caso Malpensa, tirando bacchettate a destra e a manca, dimentico del fatto che la rovina di Alitalia è maturata negli anni in cui lui era al ministero del Lavoro e in cui la Lega esprimeva il Presidente della compagnia. Vista l’assoluta mancanza di autocritica, comunque, c’è una sola certezza: dopo il nullo Prodi torneranno loro e continueranno,convinti, su questa strada.
La strada della perdizione.
Max Ferrari.
Venerdi 4 Gennaio 2008
MALPENSA NON È "COSA VOSTRA"!
E così il 20 gennaio guidati da Bossi e Formigoni sfileranno a Malpensa quelli che non vogliono Air France con la scusa che i francesi taglieranno dei posti di lavoro. Una marcia a favore dell’occupazione, dicono per guadagnarsi la simpatia della gente, ma se con le proteste riusciranno a scoraggiare e far scappare Air France cosa succederà? Mettiamo davvero Malpensa nelle mani della piccola e indebitata AirOne del Signor Toto? Allora sì che si aprirà il baratro e tra breve non si tratterà di tagliare dei posti ma di chiudere baracca e burattini. Questo improvviso interesse per i lavoratori da parte di chi, da sempre, gestisce Malpensa è poi un pò sospetto in uno scalo dove ormai il precariato selvaggio è la norma con percentuali imbarazzanti (70%) e anche i lavori un tempo ambiti, qualificati e importanti per la sicurezza aeroportuale vengono affidati, per risparmiare, a gente senza esperienza e senza futuro. Lo stesso senatore leghista Leoni, si è lasciato sfuggire che la stragrande maggioranza di coloro che rischiano il posto sono assunti dalle cooperative con contratti di 6 mesi, un anno. Contratti morti che camminano, posti persi comunque, per far spazio ad altri più disperati che accetteranno contratti ancora peggiori. E poi ci si stupisce che un aeroporto fondato su queste basi e su questa umanità precaria e dolente non sia decollato. No signori, il problema non è Air France, ma chi finora ha malgestito lo scalo elargendo stipendi e appalti da sogno ai cortigiani dei faraoni e trattando da schiavi i lavoratori. Questo insinua il dubbio che la protesta contro l’arrivo di Air France non sia a favore dei lavoratori ma di chi quei lavoratori li gestisce a piacimento e ha paura che l’arrivo dei francesi possa toglierli spazio o rovinare certi delicati equilibri politico-affaristici. Per questo crediamo sia importante contro manifestare, anche solo con un presidio, per far vedere e capire che non è vero che tutti i varesotti si schierano a difendere gli interessi di Bossi e Formigoni spacciati come interesse generale. Anche a leggere le lettere al suo giornale è chiaro che c’è una Varese e una Lombardia,che al di là del colore politico, non si accoda al corteo, ma lo contesta a ragion veduta. Sarebbe bello che questa gente, magari guidata dai comitati apartitici dei residenti (Uni.Co.Mal) si unisse per un giorno sotto lo slogan “Malpensa non è cosa vostra” o qualcosa di simile. Giusto per dimostrare che chi sfilerà rappresenterà gli interessi del proprio partito e non del Nord, come la Lega pretende di raccontare.
Max Ferrari - Fronte Indipendentista Lombardia

24 dicembre 2007
LA LOMBARDIA CHE LAVORA STA CON AIRFRANCE
Basta bugie per favore.
La Lega che da un decennio gestisce Malpensa e che ha contribuito al dissesto di Alitalia quando ne ha espresso il Presidente, oggi minaccia i blocchi autostradali se non verrà mantenuta l’italianità di Alitalia e se la compagnia di bandiera passerà ai francesi.
Noi del Fronte Indipendentista Lombardia, prima delle elezioni provinciali di maggio, abbiamo fatto un ampio giro della Provincia e parlato di Malpensa con migliaia di persone che hanno confermato una nostra convinzione: Malpensa ha portato inquinamento, lavoro precario e sfruttamento , ma dei milioni di euro che ogni giorno lo scalo introita, sul territorio non c’è traccia e di una benefica ricaduta a pioggia sulla comunità neppure. Di conseguenza nel nord della Provincia di Varese, Malpensa è un’illustre sconosciuta e nel centro-sud è vissuta, invece, con disagio e dispetto da una comunità che anziché essere servita dallo scalo ne è stata asservita e ne subisce solo le tante ricadute negative.
A questa gente, dunque, non interessa nulla dell’italianità di Alitalia, ma vorrebbe uno scalo, magari ridimensionato (no alla terza pista) ma efficiente e non più gestito da lobby partitiche autoreferenziali che hanno fatto di Malpensa una COSA LORO. Ancor di più, questa gente, che con Malpensa non solo non si è arricchita, ma non ha neppure trovato lavoro, non ne vuole sapere di passare dalla sovvenzione di un carrozzone italiano ad un altro e teme fortemente che AirOne, tra un anno o due, torni a bussare a Roma e chiedere aiuti statali (cioè quattrini nostri). Quando poi sentiamo Calderoli o Maroni che esaltano la soluzione AirOne spiegando che dietro c’è il supporto delle banche, beh..ci vengono i brividi, ricordando come fu gestita la vicenda della Banca della Lega e rammentando le peripezie del salvataggio fatto da Fiorani e company e l’improvviso amore leghista per l’italianità delle banche.
Noi del Fronte Lombardia, ci chiediamo come una piccola compagnia come AirOne possa riuscire là dove ha fallito Alitalia ampiamente supportata dallo Stato e crediamo che al fine di evitare nuovi esborsi e nuovi impegni statali, sia giusto fare una VERA privatizzazione e vendere a un consorzio serio come AirFrance-KLM che garantirà l’introduzione della compagnia e dello scalo in un circuito internazionale serio ed efficiente e magari porterà anche un po’ d’aria fresca a Malpensa ridiscutendo appalti, subappalti, gestioni e gestioncine varie.
Comprendiamo che questa ipotesi rovini la digestione dei cenoni di fine anno a chi finora si è veramente arricchito con Malpensa e ha gestito lo scalo fuori da ogni regola, ma è tempo di cambiare e di controbattere a quegli ipocriti che tentano di contrabbandare i loro interessi di consorteria ristretta con quelli della Lombardia. La Lombardia che lavora sta con AirFrance, non certo con i leghisti e i loro alleati romani il cui unico scopo è difendere le loro posizioni di rendita.
Lunedi 24 Dicembre 2007
Max Ferrari, Fronte Indipendentista Lombardia.
14 dicembre 2007
RASSEGNA STAMPA
Dal Bresciaoggi del 13/12/2007
È un «patto per l’unione e la libertà dei popoli del Settentrione» la federazione da poco sorta che vede al suo interno Progetto Lombardia, il Fronte indipendentista della Lombardia (quello di Max Ferrari) e la Lega Padana. Formazione che raccoglie l’area autonomista che non si riconosce nella Lega, a breve la federazione presenterà ufficialmente il candidato sindaco e la lista di sostegno che si presenterà alle prossime elezioni amministrative. Nel frattempo la federazione ha deciso di promuovere una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare finalizzata a chiedere la modifica dell’articolo 116 della Costituzione. L’obiettivo è ottenere il riconoscimento della Lombardia come Regione a statuto speciale e, al suo interno, una particolare autonomia per la provincia di Brescia. «Nessuno, nel fronte autonomista, lo ha mai fatto ma in realtà è la cosa più naturale da chiedere - afferma Giulio Arrighini, consigliere provinciale di progetto Lombardia -. La nostra Regione realizza il trenta percento del Pil ma è all’ultimo posto nella spesa procapite che arriva dallo Stato». Analoghe le considerazioni di Giovanni Roversi del Fronte indipendentista, secondo il quale la crisi dello stato nazione è peculiarità non solo italiana ma di tutta Europa, dove però paesi come la Francia e la Spagna stanno progressivamente «aumentando» i poteri degli organismi decentrati. Per informazioni il sito internet www.lombardia-autonoma.com. TH.BE.
Dal Giornale di Brescia del 12/12/2007
Inizia la raccolta di firme per la richiesta dello statuto speciale
LOMBARDIA, REGIONE AUTONOMA
Una nuova federazione riunisce tre movimenti con forte connotazione territoriale: Progetto Lombardia, Fronte Indipendentista Lombardia e Lega Padana Lombardia. "Con questa Federazione - hanno spiegato Giulio Arrighini, capogruppo in Consiglio Provinciale di Progetto Lombardia e Giovanni Roversi del Fronte Indipendentista Lombardia - ci prefiggiamo alcuni obiettivi. A cominciare da un percorso per ottenere il riconoscimento di Regione a Statuto Speciale per la Lombardia". La neonata federazione, promuoverà quindi, in tal senso, una raccolta di firme, "che dovrà assumere il carattere di petizione popolare". "La finalità della petizione - ha specificato Giulio Arrighini - sarà appunto legata alla prospettiva di ottenere per la Lombardia il riconoscimento di Regione a Statuto Speciale". La raccolta firme, ha aggiunto Roversi, "partirà domenica 23 dicembre, con un gazebo in via X giornate". "Vogliamo essere un'avanguardia - ha proseguito - e cominciare a parlare anche nella realtà europea di regioni che abbiano maggiori competenze e responsabilità".
7 dicembre 2007
KOSOVO:
TRAPPOLA ED OPPORTUNITÂ
Dopo quasi 20 anni di pellegrinaggi balcanici pensavo di aver scritto quasi tutto sulla questione Serba e tutto sul capitolo, chiuso, di un Kosovo ormai de facto albanese, salvo la disperata resistenza di un pugno di serbi delle enclave (o meglio, delle riserve) che però numericamente è un nulla e che presto sarà spazzata via. La pretesa americana di legalizzare l’occupazione e sanare anche formalmente la violazione di ogni principio del diritto internazionale attraverso un referendum per la secessione-albanesizzazione del Kosovo è però un fatto talmente arrogante e giuridicamente abnorme da aprire la strada ad una miriade di nuove e importanti considerazioni. In primis ci si chiede che fine ha fatto il “sacro” principio della intangibilità dei confini (in specie balcanici) da anni sventolato per impedire la dissoluzione dell’artifizio bosniaco e la secessione dei croati che vorrebbero l’annessione a Zagabria e dei serbi di Banja Luka che non vedono l’ora di riunirsi ai fratelli belgradesi. In entrambi i casi Bruxelles (Washington) si è opposta e si opporrà: i confini non si toccano e non c’è referendum che tenga, spiegano gli EUnuchi.
Una regola che vale per tutti, ripetono come un disco rotto, e, in effetti, non c’è referendum che tenga neppure in Catalogna, nei Paesi Baschi, e nelle Fiandre dove pure gli indipendentisti vincerebbero a mani basse e, ca va sans dire, viene bollata come eretica, assurda e illegittima ogni proposta anche solo autonomista fatta nell’italica penisola.
Poi, però, in spregio agli stessi trattati firmati una manciata di anni fa sotto l’egida dell’ONU e che stabiliscono chiaramente che il Kosovo è serbo, ecco l’eccezione delle eccezioni: gli albanesi, (che in Kosovo sono nel migliore dei casi degli immigrati arrivati negli anni ‘50 e nel peggiore degli occupanti arrivati dopo l’aggressione NATO) potranno fare quel che vogliono e stravolgere ogni confine (oggi il Kosovo, domani la Macedonia e il Montenegro) a colpi di “referendum” gestiti da noti narcotrafficanti passati , part-time, alla politica.
Il risultato dunque è il seguente: le popolazioni autoctone che chiedono l’autonomia della propria terra vengono calpestate, mentre le pretese ingiustificabili di gruppi di migranti occupanti sulla terra altrui vengono immediatamente esaudite. Un pericoloso precedente, come avvertiva Nikolic, presidente del nazionalista SRS, che parlando con una delegazione del Fronte si chiedeva: se passa il concetto che ogni minoranza migrante (magari musulmana e foraggiata dagli americani) ha diritto ad appropriarsi di fette di territorio a casa d’altri, cosa succederà un domani in alcuni quartieri di Milano o in alcune zone ad alta densità migratoria del resto della Lombardia?
Domanda ben posta, certo, ma ogni medaglia ha il suo rovescio, spesso non calcolato e oggi, con la vittoriosa conferma di Putin alle elezioni e un ritorno prepotente della Russia sulla scena internazionale si aprono nuovi scenari e, forse, una nuova fase-domino nello spostamento dei confini.
Tutti scrivono, infatti, che Putin sia terrorizzato dall’idea che l’esempio kosovaro possa essere subito seguito dai ceceni, ma in verità è l’opposto: la situazione cecena è ormai stabilizzata e il Cremlino potrebbe invece utilizzare il cattivo esempio balcanico per pretendere il riconoscimento formale di Stati filorussi oggi non riconosciuti dalla comunità internazionale quali la Transnistria moldava, l’Ossezia e l’Abkazia in Georgia, il Karabak armeno, per poi continuare con la Republika Srspska nei Balcani e dare il via alle sacrosante e legittime rivendicazioni di tutti gli altri popoli indigeni, compreso quello Lombardo, che null’altro chiedono se non la libertà della propria terra e la sovranità a casa propria.
Max Ferrari



6 dicembre 2007
IL FRONTE SCENDE IN CAMPO A BRÈSA
E subito parte con due schiaffi ai nemici dell'Identità Bresciana, a partire dal posizionamento. Il gazebo sarà infatti posizionato Domenica, a partire dalle 14:00, presso Contrada della Pesa, rinominata dagli itagliani in "corso garibaldi", zona, come molte in Brèsa, da "riqualificare". E a riqualificarla, da domenica, ci penseremo noi. Ridando voce ai Bressà ammutoliti dai politicanti italioti, che hanno disintegrato la "Civitas Caput Cenomanorum", fisicamente e culturalmente.
Brèsa ai Bressà
Fronte 'nacc!
Il Fronte sarà presente, sia domenica sia lunedì, anche a Lainate.
2 dicembre 2007
LA CORTE VARESINA RENDE OMAGGIO A MASTELLA
"Sembra un papa assiso sul trono nella luce del mezzogiorno..."
Così inizia l'articolo de "La Prealpina" di domenica 2 dicembre che descrive la visita del Ministro Mastella a Varese e, ironicamente , tenta di raccontare l'atmosfera da corte creatasi intorno al potente romano di turno. Intorno a Mastella, la Varese che conta, a cominciare dagli uomini della Lega e da Gianluigi Paragone (in splendida foto col ministro) Direttore Emerito de "La Padania". Mastella, indagato da un giudice che non ha esercitato il proprio potere solo nei confronti dei poveri cristi, ma si è permesso di sfiorare anche la Casta politica, ha ripetuto la solita litania contro le intercettazioni, ha condannato "gli spioni" (che però se intercettano i nemici del sistema corrotto vanno bene) e ha chiuso la predica con la ricetta: "meno intercettazioni", tra gli applausi della nomenklatura leghista (chissà perchè tanta paura di essere intercettati). Strana questa Varese leghista, che accoglie in trionfo quello che fino ieri era definito, nel migliore dei casi "un meridionale democristiano", "un trasformista passato a sinistra", "un pizzaiolo napoletano" (ricordate Bossi?) e via dicendo. Oggi, invece, nella stessa Varese dove qualche magistrato comincia ad aprire qualche fascicolo su strane vicende di appalti e privatizzazioni ecco l'accoglienza trionfale per l'amico Ministro, che sarà sì un rappresentante del governo Prodi, ma si batte contro i cattivi giudici comunisti. Eh, come cambiano le cose nel mondo della politica e degli affari, ma d'altra parte che l'aria stesse cambiando si era già capito dal giorno prima, quando uno sfolgorante ex ministro Castelli, arrivato a Varese per parlare di Giustizia, aveva preparato il tappeto rosso dichiarando che a Mastella andava tutta la sua solidarietà umana... perchè in italia si cerca sempre di mettere in galera chi prova a cambiare qualcosa...guardate che cosa sta accadendo alla Moratti. Ora, a parte che la Moratti è giustamente indagata per delle assunzioni e un esborso di denaro pubblico che gridano vendetta, non ci pare che il Mastella sia uno che voglia cambiare le cose o rivoluzionare e prova ne sia che, a differenza di altri, non ha nemmeno tentato di sostituire gli uomini e le donne piazzati da Castelli al Ministero della Giustizia. Sia come sia, benedetta, dal "camerlengo Paragone" (definizione de la Prealpina) si è ieri officiato in Varese il matrimonio Lega-Mastella ed è iniziata la comune campagna per il bene del paese contro gli spioni. Noi, naturalmente, stiamo con il giudice De Magistris e ne vorremmo uno così anche a Varese. Max Ferrari.



2 dicembre 2007
PARTE LA RACCOLTA FIRME PER LO STATUTO SPECIALE
Sabato 24 Novembre, a Milano, il Fronte Indipendentista Lombardia, Progetto Lombardia e Lega Padana, hanno promosso una campagna comune finalizzata all'ottenimento dello Statuto Speciale per la regione Lombardia. Il leader della Lega Padana, Roberto Bernardelli, spiega come i movimenti abbiano trovato un comune denominatore nella “guerra” al centralismo statale; uno Stato sempre più incapace di dare risposte alle richieste dei cittadini. Un governo diviso in un falso bipolarismo che non permette di fare scelte. Oggi l'indipendenza del Nord è possibile tramite l'autonomia regionale. Occorre parlare di questioni concrete poiché tutti hanno ben presente cosa sia una regione a statuto speciale e per questo possono comprendere facilmente il nostro obiettivo. Alla conferenza stampa è presente anche Max Ferrari, FL, il quale spiega come sia ormai divenuto difficile parlare di federalismo seriamente perchè, purtroppo, è stato troppe volte strumentalizzato ed utilizzato in maniera sbagliata; oggi a parole tutti i politici di Roma si dichiarano federalisti. Bisogna quindi trovare dei metodi alternativi, più semplici ed efficaci, per arrivare alla gente. Il fine è quello di realizzare una Lombardia a Statuto Speciale composta da Province Autonome come il Trentino – Sud Tirol. Inoltre sottolinea che, come da un rapporto della facoltà di Economia dell'Università di Genova, la Lombardia a Statuto Speciale terrebbe in cassa 24 miliardi di euro in più a quelli che già ha a bilancio annuale. Anche l'On. Arrighini, Progetto Lombardia, si esprime sulle difficoltà legate al federalismo, in particolare sulla necessità di creare una cultura federalista; questa, secondo Arrighini, potrebbe realizzarsi incominciando a parlare di Autonomia, poiché le due cose sono legate tra loro. Infine all'incontro ha preso la parola Gilberto Oneto, Libera Compagnia Padana, il quale ha posto l'accento sui contenuti culturali del progetto autonomista settentrionale, ricordando come non si possa prescindere dal parlare di Padania, quando si parla di autonomia per il Nord. Per Oneto l'idea di una macro regione padana non va accantonata, bensì deve rimanere sempre l'obiettivo finale al quale mirare.


da: progettoautonomia.blogspot.com/2007/12/lombardia-statuto-speciale.html
30 Novembre 2007
SI AL VERDE, NO AI GRATTACIELI!

Lettera pubblicata su Varesenews
Egregio direttore,
Finalmente abbiamo capito a cosa sono serviti i numerosi viaggi a New York, in occasione del Columbus Day, della variegata nomenklatura leghista varesina. Non erano lì a sbafare alle nostre spalle, come qualche malevolo avrà pensato, ma lavoravano duramente per portare il modello della Grande Mela all'ombra del nostro vecchio campanile. Così dopo essere riusciti a ridurre i nostri ospedali a livello di quelli del Bronx ecco spuntare il progettone delle stazioni unificate e l'ideona dei grattacieli da
Max Ferrari Fronte Lombardia

17 Novembre 2007
CARIONI: DIMISSIONI!!!
Troppo comodo signori della lega Fino a ieri , in periodo di vacche grasse, i cravattini verdi padani, capitanati da Arosio erano pappa e ciccia con forza italia, MA ORA, dopo i primi ARRESTI e lo scoperchiamento del pentolone, fanno le verginelle inorridite che, quasi, l'arrestato Bin manco lo conoscevano. Ma non è stato il Presidente Carioni a nominare Mister Bin assessore? Adesso il Presidente dice ai giornali che forza italia faceva "forti pressioni per avere delle deleghe". E perchè non le ha denunciate prima queste "forti pressioni"? Aggiunge Carioni che alcuni di forza italia ventilarono l'ipotesi di andare da soli alle elezioni se non accontentati. E allora? La lega non ha sempre detto che voleva correre da sola? Quante balle, quanta ipocrisia, quanta velocità nello scaricare i compagni di tanti amichevoli rinfreschi (istituzionali e per il bene della cittadinanza, s'intende). E in Regione? Sbagliamo o al Governo Lombardo insieme all'indagato e scaricato Rinaldin ci sono tanti sapienti leghisti, tra consiglieri, assessori e presidenti di commissione, che raccolgono voti promettendo di essere gli inflessibili guardiani del pubblico interesse? Com'è che nessuno si è mai accorto di un giro infinito di fatture truccate per milioni di euro? Chi doveva controllare l'ha fatto? L'ha fatto male? Sarebbe bello avere delle risposte, anzichè assistere al solito scaricabarile. Come mai l'assessore regionale al Territorio e Urbanistica, il leghista Boni, sempre furbescamente pronto a parlare di Musulmani (materia che non gli compete ma che porta facili consensi), non prende posizione su questa faccenda di lavori pubblici col trucco? Non interessa? Una vergogna! Ma anzichè dimettersi o stare dignitosamente zitti, i cadregari verdi oggi scendono in piazza a far la solita pagliacciata anti-immigrati (senza dire che loro ne hanno sanati
BASTA LEGA DELLA CADREGA BASTA FALSI AUTONOMISTI CARIONI DIMISSIONI.
NOTIZIE DAL FRONTE
A che punto siamo? Siamo al punto in cui, soli, senza una lira, continuiamo ad esistere, a rompere i coglioni e, soprattutto, a tenere viva una fiamma e alta quanto basta una bandiera. E' un cammino difficile, ai limiti dell'impossibile e lo sapevamo. Il nostro è un percorso di resistenza, di sacrificio oscuro, che può appagare solo coloro che ci CREDONO e che percorrono questa via senza secondi fini e illusorie speranze. I mercanti che infestano il tempio e i luridi collaborazionisti che derubano la nostra Terra avevano detto che il nostro Fronte nasceva in occasione delle elezioni al solo scopo di ottenere qualche cadreghino di seconda specie. Beh..le elezioni provinciali sono passate da parecchio, e nonostante un voto che non ha premiato i nostri sforzi noi siamo ancora qui, con le nostre riunioni sempre più partecipate (sempre piccoli numeri, sia chiaro, ma sempre in progressione) con i nostri manifesti anticollaborazionisti, con i nostri volantinaggi, con le nostre idee, con la NOSTRA BANDIERA e la FIEREZZA che fu dei NOSTRI AVI. Questa è la nostra inestimabile ricchezza. Quanti potranno morire moralmente in piedi? Noi, certamente!!! Per il resto, per quel che riguarda le sordide vicende terrene, è chiaro a chiunque abbia un pò di intelligenza che, Prodi o Berlusconi, il destino della fogna Itaglia è segnato e con esso anche quello della sottomessa Lombardia. Forze telecomandate e corrotte (vedi la Lega Vergogna) impediscono che il popolo (già imbesuito di suo) possa capire quali giochi e quali sovrastrutture agiscono alle nostre spalle e la deriva mondialista non lascia che una certezza: la distruzione di quel che rimane della nostra società tradizionale e la sua sostituzione con un panorama alla brasiliana o alla sudafricana in un contesto di guerriglia intraurbana simile a quello della Parigi delle periferie. Da sempre abbiamo una fondata diffidenza di fronte all'intervento della magistratura, ma, ora,l'impudenza con cui la Casta elimina senza problemi i giudici scomodi non può che portarci a solidarizzare con questi pochi e ad avere la certezza che è tutto finito:non c'è più legge, ma solo vessazione di noi poveri coglioni da parte di una Casta in cui non c'è più differenza tra politici e delinquenti. E' la fase immediatamente precedente al diluvio, al ribellismo spontaneo o comunque all'anarchia di un sistema fatto di pochi ricchissimi e di una massa di borghesi proletarizzati e proletari servi della gleba che non può reggere. Presto salterà tutto e quel che noi dobbiamo e possiamo fare è creare un gruppo umano di autodifesa e mutuo soccorso che si presti aiuto durante la tempesta e che abbia un idea su cosa fare mentre mancherà la luce (per esempio andare a trovare alcuni vecchi amici e chiedere spiegazioni) e su cosa fare dopo, se ci sarà un dopo. E' chiaro che per fare tutto ciò occorrono coesione e idee chiare e finora, vista la nostra strenua tenuta contro tutto e contro tutti, c'è stata, ora va implementata e portata là dove ancora non siamo arrivati, vedi Sondrio, Mantova e Cremona e va tenuto presente che il primo e mortale nemico della Lombardia e della sua Indipendenza non è l'Itaglia, ma i luridi traditori che ci hanno svenduto in cambio della loro ricchezza personale e che continuano a tenere in ostaggio il campo autonomista. Quando questa banda di ladri assassini sarà sgominata o perlomeno sputtanata, allora potremo ricominciare a vedere la luce.
Max Ferrari Fronte Innanz
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